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Legnano al voto: Toia e Radice dietro le quinte

30 Set 2020 | Amministrative 2020, LEGNANO

 

Per farsi un’idea di una persona non bastano i programmi e i proclami, nei quali ovviamente ognuno mette il meglio di sé. Bisogna parlare con chi sta le sta vicino, che la conosce da più tempo e può rendere un’idea che vada oltre l’immagine inevitabilmente un po’ plastificata che appare sui manifesti e sui volantini elettorali. Carolina ToiaLorenzo Radice sono davvero sempre così sorridenti? Oppure esiste qualcosa che riesce a farli arrabbiare? A cosa si appassionano? Come si comportano sul lavoro o nella vita di tutti i giorni?

Da qui la decisione di dare voce a chi sta loro più vicino. Per Lorenzo Radice la parola alla moglie Silvia, con quale ha condiviso metà dei suoi 39 anni; per Carolina Toia invece parla il fratello Jacopo, che la conosce da sempre. I brevi ritratti che ne sono usciti non hanno pretesa di essere esaustivi, riassumere una persona in poche righe è un’impresa che riesce solo ai grandi scrittori.

“Una sportiva dal cuore grande”

Carolina la sportiva, ma anche la sorella che da piccola aiutava i suoi fratelli a fare i compiti, e adesso si preoccupa se fanno tardi la sera. E poi la passione per gli animali, la scelta di aiutare le persone fragili e una volontà di ferro. In pista, ma anche nell’affrontare i problemi di tutti i giorni.

A raccontare il candidato del centrodestra Carolina Toia, 35 anni, è il fratello Jacopo, classe 1993. «Fin da bambini siamo sempre stati molto uniti – dice -. Per me e per i due miei fratelli Carolina era una seconda mamma: è sempre stata molto determinata e coraggiosa, dallo zio che faceva il paracadutista abbiamo entrambi ereditato un certo gusto per l’avventura che ci ha portati a correre in pista. Ma Carolina è anche una persona molto sensibile, che ancora oggi si preoccupa per noi e ci telefona ogni sera per riempirci di raccomandazioni».

Carolina che scia e nuota (è arrivata a qualificarsi per i campionati regionali), ma soprattutto che ama la velocità. «In strada non si corre – dice Jacopo – si va in pista con i kart. Io e lei corriamo, gli altri due fratelli fanno assistenza. E quando loro nuotano, siamo noi a stare loro vicini. È sempre stato così, fin da quando da bambini facevamo le corse in bicicletta al Parco Castello o nel cortile di casa nostra. Prima ancora di iniziare a pedalare Carolina voleva essere sicura che le regole fossero rispettate. Era già un po’ avvocato, se uno pensava di barare doveva mettere in conto di vedersela con lei».

Ma Carolina ha anche un cuore grande: «Eravamo in vacanza in Puglia, abbiamo trovato un cane abbandonato e lei ha deciso di adottarlo e portarselo a casa – continua Jacopo -. Purtroppo era molto malato ed stato con noi solo per sei mesi. Gli uccelli che curava da piccola, invece, tornavano ogni anno a trovarci».

“Si arrabbia per i soprusi e le ingiustizie”

Nessuno conosce il candidato del centrosinistra Lorenzo Radice meglio della moglie Silvia, che incontrata sui banchi del liceo classico Galileo Galilei gli ha regalato tre splendidi bambini. «Lorenzo è soprattutto un gran lavoratore – racconta -, che non si tira mai indietro quando serve impegnarsi su progetti e per risolvere problemi. Quando si appassiona a una causa ci si butta anima e corpo».

Il suo impegno politico ha radici profonde, e parte dalla volontà di contribuire a migliorare un po’ il mondo. «Da sempre si arrabbia quando vede ingiustizie e soprusi – spiega Silvia -, da questo sono nati la sua passione civile e il suo impegno nel volontariato e nella politica locale». Un impegno che lo ha portato a candidarsi nella lista civica Insieme per Legnano, con la quale per sei anni (tra i 2010 e il 2016) è stato in consiglio comunale. «Si impegna sempre molto nelle cose che fa e in cui crede, tra i tanti progetti che ha messo in campo negli ultimi anni gli spiace ricordare le iniziative e gli incontri che da consigliere comunale aveva organizzato per parlare di legalità e del contrasto alle infiltrazioni della malavita».

Nato nell’Oltrestazione e cresciuto all’oratorio dei Santi Martiri, dopo il volontariato alla scuola di Babele e la laurea in Sociologia con una tesi sull’area Cantoni, Lorenzo Radice ha lavorato in un consorzio di cooperative sociali, per poi diventare responsabile del settore Innovazione strategica della Fondazione istituto Sacra Famiglia. A parte il lavoro, la famiglia e la politica, di tempo non ne resta molto. «Prima di avere figli abbiamo girato l’Europa zaino in spalla – ricorda Silvia – adesso gli piace girare in bicicletta, godersi il verde e la buona tavola. È una persona molto attenta alla qualità della vita».

Luigi Crespi

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