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Verso le elezioni, Matteo Salvini lascia aperti i giochi

1 Set 2020 | Amministrative 2020, SARONNO

 

Voce roca, una giornata fitta d’incontri. Poi il bagno di folla a Villa Gianetti. Ma prima Matteo Salvini riceve l’assalto dei giornalisti. Sono le 19, il servizio di sicurezza apre un varco. Tutti dentro. Il tema del giorno è la candidatura di Roberto Maroni a sindaco di Varese. L’avrebbe chiesto lo stesso segretario della Lega all’ex ministro. Ma davvero?

Salvini prepara il terreno a Varese

«La candidatura di Varese la scelgono a Varese. La sceglie la sezione. Noi siamo da sempre autonomisti. Il candidato lo decideranno i cittadini di Varese». Boom. Chi dava per sicuro il Bobo di Lozza resta con in mano la Peppa Tencia. «Abbiamo già un’idea di squadra – continua Salvini – fortunatamente ci sono tante persone che sono a disposizione. A noi interessa il progetto per avere una città giardino, una città bella. Ora è ferma. Ha problemi di traffico, di bilancio, di pulizia e di sicurezza. Noi stiamo lavorando alla squadra per vincere ma non dimenticate che il movimento crede all’autonomia dei territori. Nessuno imporrà niente a Varese». Lo ripete dal palco mentre pochi gradini più sotto c’è Barbara Bison, la prescelta dalla sezione. Due occhi azzurri che scintillano quando sente queste parole.

La Lega punta al massimo

Ma non c’è solo Varese. Prima si vota a Saronno e in altri centri più piccoli della provincia. E l’anno prossimo tocca a Busto Arsizio e Gallarate. Qualcuno nella Lega vorrebbe il filotto di candidati ma Matteo Salvini mostra doti di diplomatico politico, forse perché lo marca stretto Giancarlo Giorgetti, l’uomo ovunque della Lega. Anche a Saronno il Dottor Sottile riceve telefonate, parla fitto con gli altri colonnelli, pensa, organizza, progetta. Però parla Salvini: «In provincia di Varese come altrove portiamo sul tavolo le proposte migliori. Siamo il primo partito in Italia, in Lombardia e a Varese ma non per questo vogliamo mettere tutte le bandierine. Dove abbiamo candidati all’altezza ci facciamo avanti. Lo spirito di squadra lo stiamo attuando in tutte le regioni dove si va a votare. E lo faremo anche qui. L’importante è garantire buona amministrazione, cosa che a Varese negli ultimi cinque anni non c’è stata, mentre a Saronno squadra che vince non si cambia. Ho incontrato tanti varesini in vacanza, tutti che mi chiedevano: “fate bene fate in fretta”».

Tra Coronavirus e temi nazionali

Sullo sfondo, naturalmente, i temi nazionali: «Ci attaccano perché non siamo allineati con il governo. Ringrazio i dieci milioni di lombardi, i medici, i sindaci di ogni colore politico, i cittadini che hanno dimostrato dignità e spirito di sacrificio. Il tempo sarà galantuomo. Il popolo lombardo – dice riferendosi allo tsunami del coronavirus – ha reagito a una bomba atomica con coraggio». Poi, durante il comizio avrà parole molto più dure contro il governatore della Campania Vincenzo De Luca e contro il presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Ma Attilio Fontana non si tocca. E non è all’ordine del giorno, per lo meno della Lega, il rimpasto nella sua giunta, nonostante voci di corridoio confermino la volontà di rimettere mano all’esecutivo di Palazzo Lombardia. «I rimpasti li lascio a voi giornalisti. Non è un dibattito che mi appassiona. A me interessa la Lombardia a burocrazia zero», e a forte trazione leghista. Guardando la piazza saronnese è difficile dare torto a colui che si fa chiamare il Capitano, proprio perchè sa trascinare le folle.

Silvestro Pascarella

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