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Sindaco di Gemonio, Felli tenta il tris

24 Ago 2020 | Amministrative 2020, GEMONIO

 

Fabio Felli

Non c’è solo Samuel Lucchini con “Impegno civico” in cerca di conferma in continuità alle amministrative di settembre a Gemonio. Anzi è corsa a due, in entrambi i casi con apripista che hanno già vestito la fascia tricolore. Fabio Felli, sindaco per dieci anni, dal 2005 al 2015, tenta il tris dopo l’ultimo lustro come capogruppo di minoranza in Consiglio.
Pur essendo da sempre vicino alla Lega nella patria di Umberto Bossi, Felli è a capo di una lista del tutto civica senza simboli né sostegno ufficiale dei partiti. Nel gruppo si compattano le altre forze di opposizione che in questi cinque anni hanno maturato una crescente vicinanza nella visione complessiva.

Patto tra minoranze uscenti

«Nelle precedenti tornate ci eravamo presentati separati in diverse liste, ora però le tre forze di minoranza uscenti sono unite, anche se si aggiungono molte facce nuove e il 70 per cento dei candidati non ha precedenti esperienze amministrative – precisa Fabio Felli -. Ci sembrava un atto dovuto ricandidarci per il bene del nostro paese e siamo d’accordo sulle linee più importanti: Gemonio ha determinate esigenze che sono state disattese dall’amministrazione. Tuttavia siamo tutti liberi e indipendenti dai partiti».
La compagine sfida il sindaco uscente, forte del nome dell’ex primo cittadino. Nel programma non svettano opere faraoniche o grandi progetti, «anche perché nella pandemia nessuno può davvero sapere che cosa succederà e quale situazione avremo da gestire – ammette Felli -. Il sogno più grande resta sempre lo studio di fattibilità per un nuovo edificio come sede della scuola materna: una proposta che l’amministrazione non ha neanche voluto valutare, rifiutandola a priori per mancanza di fondi. Noi invece diciamo che è giusto almeno parlarne. A parte quest’opera, sappiamo che il paese non ha bisogno di grandi infrastrutture o interventi onerosi: restano essenziali i servizi, da garantire molto di più sia alle persone fragili sia alla popolazione in generale. Secondo noi non si è fatto abbastanza in questi ultimi cinque anni».
E.P.

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