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Legnano al voto: in cabina con il cellulare, parte la denuncia

21 Set 2020 | Amministrative 2020, LEGNANO

 

Una denuncia, per adesso contro ignoti, è stata sporta la scorsa notte dall’avvocato Franco Brumana, uno dei sette candidati sindaci nell’attuale tornata elettorale. Stando all’esposto, presentato alla Procura della Repubblica di Milano attraverso la polizia di Stato, Brumana fa presente un illecito che potrebbe persino prefigurare il reato di corruzione elettorale.

Legnano, denuncia contro ignoti

Questi i fatti: al seggio 21 di Legnano, verso le 19.40 di ieri, domenica 20 settembre, una donna con accento straniero discute con un rappresentante di lista di un partito in lizza per le amministrative, il quale – dinanzi a numerosi testimoni – le spiega quale sia il simbolo corrispondente alla lista che la donna vorrebbe (o dovrebbe?) votare. E per maggior sicurezza, la invita, una volta entrata in cabina, a farsi spedire la fotografia della scheda.

Il fatto di per sé non è solo una grave scorrettezza ma rappresenta una violazione della legge, che vieta le esplicite indicazioni di voto all’interno del seggio elettorale. Il dialogo viene ascoltato da più parti, inclusi i rappresentanti di lista delle altre fazioni politiche in gara e suscita reazioni piccate.

La donna, nel frattempo, si presenta davanti al presidente del seggio, il quale viene sollecitato dalla rappresentante di lista del Pd a trattenerne il telefonino per il tempo necessario a espletare le operazioni di voto. La richiesta rimane inevasa, nonostante la legge lo preveda espressamente, e la donna, che ha un forte accento straniero, entra in cabina e viene persino udita parlare al telefono. Violando così l’articolo 1 della Legge 49 del 2008 che prevede arresto da uno a tre mesi e ammenda da 300 a 1000 euro.

All’uscita della donna dalla cabina elettorale, la polemica da seggio diventa denuncia: l’elettrice viene identificata dalla polizia di Stato e l’esposto viene formalizzato e presentato da Brumana, appoggiato dal collega di professione e di coalizione, Federico Zuccarino e un altro avvocato, Simone Rigamonti, pure candidato sindaco ma per la lista del Movimento 5 Stelle.

Laconico il commento dello stesso Brumana: «Le cronache di questi giorni riferite alla corruzione elettorale e i precedenti poco edificanti della recente storia politica della nostra zona, creano più di un sospetto su questo fatto. Chi utilizza la corruzione elettorale non si scomoda a rischiare per un voto solo. Credo che sia doveroso che l’attenzione su fatti come quelli avvenuti al seggio 21 resti alta».

Solo ieri mattina, a Gorla Maggiore, s’era registrato un caso analogo: un uomo era stato denunciato per aver fotografato la scheda elettorale mentre si trovava nella cabina per votare.

m.v.

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